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Scacchi e leadership

Pubblicato in data: 03/04/2019

Gli scacchi sono tra i giochi più antichi  e sicuramente tra i più complessi che esistano. Perché il titolo scacchi e leadership ? Perché giocare a scacchi è un po’ come giocare con una azienda. Ci sono delle regole da rispettare : nr pezzi, nr caselle, movimenti che le varie figure possono fare, c’è un tempo per prendere le decisioni, si deve applicare una strategia, ci si deve mettere nella testa dell’avversario, bisogna saper negoziare, e decidere quando è il momento di puntare alla patta e rinunciare a sogni di vittoria. Il leader è il re, è lui che immagina la partita che vuole fare (la vision), ma senza tutti i suoi pezzi non combina molto quindi deve motivarli (sua mission principale), affinché insieme possano vincere la partita. Tutti i pezzi contano, dal pedone alla regina che ha la maggior flessibilità di movimento, addirittura più del re, ma se tutti sono sacrificabili il re non lo è, infatti è l’unica figura che non si può mangiare. Il re oltre alla già  citata dote di dover motivare i suoi a sputare sangue per riuscire nello scopo comune, deve sviluppare oggi più che mai una dote, quella della resilienza. Deve cioè essere in grado di rispondere sempre agli eventi che lo colpiscono ammortizzando il colpo, e reagendo a seconda di come lo richieda la situazione.

Però se davvero vuole ottenere il massimo da se stesso e dal suo team, deve fare una cosa che tutti noi imprenditori spesso ci dimentichiamo di fare, deve conoscere il proprio team, ogni suo elemento, sapendo bene cosa può fare( una torre non può fare le mosse di un ariete) quali sono le sue capacità, e last but not least, deve sapere anche cosa non può e non sa fare. Io sono convinto che sia verissimo quello che diceva Alessandro Magno : “Non ho paura di un esercito di leoni guidati da una pecora, ma ho paura di un esercito di pecore guidate da un leone”. Questa frase non serve a innalzare il nostro ego impettendoci, tutt’altro serve a riempirci di responsabilità. In definitiva non esistono buoni o cattivi team, esistono leader capaci e leader incapaci. E tra tutte le doti di un condottiero, la più importate è quella di essere onesto  prima di tutto con se stesso, poi con il proprio gruppo, e voler vincere seguendo le regole, ma trovare scuse e dare le colpe agli altri è molto più facile.

Infine volevo considerare i pezzi, la regina è il vs Messi, il giocatore più talentuoso al quale tutto è concesso non si può imbrigliare in schemi, quale è il compito del leader con la regina? Dirle facci sognare, sei la migliore osa. Le torri sono la nostra fortezza quelle che ci difendono a costo della vita, ma dobbiamo meritarcelo. Gli alfieri sono gli esploratori quelli che vanno in giro per la scacchiera a cercare dei nuovi punti di vista, non dobbiamo mai stroncare la loro fantasia. I cavalli sono i nostri contabili squadrati movimenti a l, non devono essere fantasiosi , ma concreti devono riportarci ogni tanto alla realtà. Infine i pedoni sono quelli che partono in avanscoperta, disposti a sacrificarsi per il bene della squadra, i gregari del ciclismo, senza i quali però l’impennata finale sulle montagne del capitano sarebbe impossibile.

L’unica differenza vera che trovo tra il gioco degli scacchi e la nostra professione, è che nel gioco degli scacchi i 2 contendenti alla vittoria partono da pari condizioni, nella vita reale non sempre purtroppo combattiamo ad armi pari.

Mate Sirinic