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Tempi Vivi e Tempi Morti: il vero valore del tempo, nella vita e nel busines

Pubblicato in data: 26/07/2025

Il tempo è la nostra risorsa più preziosa.
È limitato , e per fortuna non sappiamo quanto ne abbiamo. Ma è proprio questo mistero a renderlo così straordinario.

Nel corso della nostra giornata (e della nostra vita), possiamo distinguere due tipi di tempo: tempo morto e tempo vivo.

Tempi Morti

I tempi morti sono quelli in cui “sopravviviamo”, ma non viviamo davvero.
È il tempo trascorso a scrollare distrattamente i social, sdraiati sul divano senza scopo, a ripetere sempre gli stessi discorsi con le stesse persone, o in attività che non arricchiscono né noi né chi ci sta intorno.
Non sono per forza “cattivi”, ma sono neutri, privi di energia creativa. Sono i momenti in cui non lasciamo traccia.

Tempi Vivi

I tempi vivi, invece, sono i momenti pieni, profondi, trasformativi.
Quando ci fermiamo a riflettere su chi siamo e dove vogliamo andare. Quando dedichiamo tempo autentico ai nostri figli, a un genitore anziano, a una persona che amiamo.
Quando ci confrontiamo con le nostre paure, prendiamo decisioni coraggiose, proviamo a cambiare qualcosa, anche solo dentro di noi.

Sono i momenti che, una volta vissuti, non spariscono, ma lasciano un segno.

Nel business succede la stessa cosa

Anche nel lavoro ci sono tempi morti e tempi vivi.

  • Tempi morti: le attività ripetitive, le mail, le telefonate, le riunioni inutili, le offerte fatte senza convinzione, i caffè presi per abitudine.
    Giornate piene… ma vuote. Ci sembrano produttive, ma in realtà ci risucchiano energia senza generare valore.

  • Tempi vivi: sono quelli in cui scegliamo di uscire dal vortice.
    Quando smettiamo di inseguire l’urgenza e iniziamo a guidare davvero la nostra impresa.
    Decidiamo strategia, costruiamo relazioni, innoviamo, pensiamo al futuro.

Per farlo servono tre ingredienti: coraggio, determinazione e disciplina.
Senza di questi, si rischia di vivere (e lavorare) in automatico — e in superficie.

Una lezione dall’India

Tempo fa ho letto un racconto che mi ha colpito profondamente.
Un europeo in viaggio in India visita un cimitero. Osservando le lapidi, nota che molte riportano età molto basse: 2, 4, 7 anni. Si intristisce, credendo di trovarsi in un cimitero per bambini.

Un uomo anziano, con la barba lunga e l’aspetto da saggio, lo avvicina. Notando il suo sguardo turbato, gli chiede se può aiutarlo.

L’europeo gli confida: “Mi rattrista vedere tutte queste tombe di bambini così piccoli.”
L’anziano sorride e risponde:

“Amico mio, non è un cimitero di bambini. Qui sono sepolti adulti. Ma nel nostro villaggio, ognuno di noi ha un quaderno, come questo che porto al collo. In quel quaderno annotiamo ogni momento della nostra vita che consideriamo davvero vissuto — un tempo vivo.
Quando una persona muore, sommiamo quei momenti: minuti, ore, giorni.
Per noi, quella è la vera età di una persona: non gli anni passati sulla Terra, ma quelli vissuti con intensità, amore, consapevolezza.”

E tu, quanto tempo vivo stai vivendo?

Che tu sia un imprenditore, un lavoratore o semplicemente una persona in cammino, chiediti:
Quanta parte del mio tempo è viva?
Cosa posso fare oggi per trasformare almeno un’ora morta in un’ora piena?

Ricorda: il tempo scorre per tutti. Ma non tutti lo vivono allo stesso modo.